La nebbia attorno alle meccaniche che governano Runes of Magic inizia a diradarsi sempre di più ed Elinthil, che fino ad ora ha affrontato con solitaria stoicità tutte le sfide che le si sono poste dinnanzi, ha iniziato a scoprire che nel mondo di Taborea esistono forze che al momento superano la sua volontà di proseguire. E’ giunta l’ora di affrontare la sfida di Forsaken Abbey!
Salve, sono il vostro Renny. Forse vi ricorderete di me per post come La mia avventura in Runes of Magic, in cui ho raccontato con occhio critico e imparziale le mie prime impressioni col suddetto MMO. Ebbene anche a questo giro l’occhio continuerà a essere critico e imparziale con magari un pizzico di cattiveria in più. :)
Nella scorsa puntata ci eravamo lasciati con Elinthil (la mia elfa) che, dopo aver incenerito ogni forma di vita sull’isola degli elfi, doveva prendere un trasporto per la terraferma e recarsi nella grande città di Varanas, dove le sarebbe stata insegnata la via per l’apprendimento di una seconda classe da affiancare alla prima. Salutiamo i maestri dell’accademia e imbarchiamoci sul trasporto…
Sembra un ghirigoro fatto con il titolo del sito ma in realtà non è. Runes of Magic è un MMORPG senza canone mensile su cui ho posato gli occhi recentemente a causa di un improvviso ritorno di voglia di RPG. Ok, ammettiamolo, in realtà è un improvviso ritorno di voglia di Diablo, perciò questo giochino, se tutto va bene, dovrebbe aiutarmi a stemperare l’attesa di Diablo III che spero tanto la Blizzard si dia una mossa a pubblicare.
Lo so, lo so, alcuni di voi sicuramente ancora ricordano le mie sparate a zero sulla prima espansione di World of Warcraft, o prima ancora la mia lettera di addio motivata. “Allora perché” vi chiederete “hai deciso di intraprendere un altro MMORPG?” Perché stavolta so di essere preso per il culo, ma ne sono consapevole e sono in posizione di vantaggio. Infatti questo MMO raccoglie i denari necessari al suo prosperare solamente tramite un negozio di oggetti a pagamento, io so già che non ne comprerò, perciò ho già vinto.
Ma come va l’avventura fino ad ora? Scopritelo cliccando sul Read More che vi attende qui di seguito… Continue reading
Questa l’ho scoperta solamente oggi, mentre mia madre riordinava il ripostiglio. Ad un certo punto me la trovo davanti con un plico di fogli, che si è poi scoperto essere documenti assortiti come la sua cittadinanza italiana, i miei documenti di Budapest ecc. Fino a quando non mi ha messo in mano il ritaglio di giornale che vedete qui a fianco (come al solito click per ingrandire e leggere il tutto).
La vicenda è successa per l’appunto 25 anni fa (avevo un mese di vita) e ne sono stato all’oscuro fino ad oggi pomeriggio. Anzi, addirittura quando me lo sono visto porgere in mano, mia madre mi ha detto “questo l’avevo messo lì per conservarlo e fartelo leggere quando saresti stato più grande“. Teatrale.
Una delle prime cose che ho notato, comunque, è l’assoluta mancanza di qualsiasi forma di rispetto della privacy dei giornali di 25 anni fa (manca il resto del giornale, ma credo sia la Gazzetta di Carpi a giudicare da come parla con disinvoltura di S.Marino, un borghettino della bassa che solo chi abita nel raggio di 15 km da qui potrebbe conoscere) sbandierando via, numero civico e nome della famiglia. Ben diverso dai “Signor M.” che si usano oggi.
Già immagino i paesani che leggono il giornale la mattina al bar Sport, vedono l’articolo e giù tutti a dire “Guarda i Gelmini cos’hanno fatto!” oppure “Oh, hai visto che Gelmìn è in ospedale?“. Tutto rigorosamente in dialetto.