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L’Odissea dell’Ocelot

Il portatile nuovoOvvero come se l’è cavata l’Oneiric Ocelot, cioè Ubuntu 11.10, sul mio nuovo portatile Samsung.

Ebbene si, alla fine anch’io ho deciso di comprarmi un portatile che mi è costato varie vicende. La più bella è stata il dipendente della Comet di Carpi che al solo nominare “Linux” è rimasto terrorizzato e non ha voluto darmi alcun giorno di prova. Quando ha iniziato, letteralmente, a balbettare “non esiste… non si può fare…” gli ho risposto “allora ciao.” e me ne sono andato.

La scelta, comunque, è ricaduta su un Samsung Serie 3, con display da 15.6″, una bella tastiera simil-mac con tanto di tastierino numerico (che su un 15″ è abbastanza rara, di tutti quelli in mostra era l’unico ad averla), ma soprattutto equipaggiato di una APU Fusion di AMD. Una sfida decisamente interessante… come si comporterà l’appena nato Ubuntu 11.10 con una APU A8? E’ quello che scoprirete nell’entusiasmante viaggio che vi propongo dopo il salto.

Prima Accensione

Una volta spacchettato, odorato per precauzione (fortunatamente non puzza di Mac nuovo, il mio olfatto è salvo!) e acceso, vengo accolto da una piacevole sorpresa. La prima utility che mi si para davanti è un manager di partizioni che mi domanda quanto voglio che sia grande la partizione che conterrà Windows 7 e quanto spazio riservare a quella di Backup. Lascio quindi 100 GB a Windows (che tanto conterrà solo Photoshop, InDesign e poco altro) e imposto l’altra partizione per occupare i rimanenti 540 GB, pronta per il ridimensionamento.

A questo punto, una volta configurato Win7, che tra parentesi ci ha impiegato uno sproposito, spengo tutto e vado a preparare Ubuntu. Ho sempre utilizzato il cd Alternate per installarlo, ma galvanizzato da recenti successi sperimentati col LiveCD ho deciso di masterizzare quello.

Grave errore. Come prevedevo la grafica non vuole saperne di partire. Ma non solo la grafica, non riesco ad accedere nemmeno alla riga di comando col solito CTRL+ALT+F1. Accidenti, X11 se l’è presa proprio male. Torno al PC e metto a scaricare il cd Alternate. Pausa caffè.

L’installazione

Con il CD Alternate le cose sembravano andare meglio. Durante l’installazione solo una stranezza: l’installer mi diceva che la configurazione internet automatica non era riuscita, ma più avanti, alla richiesta di reperire dal web i pacchetti mancanti, il router lampeggiava allegramente e le cose si scaricavano. Mah.

In ogni caso l’installazione riesce, faccio per riavviare e… nisba. Anche qui schermata completamente nera, nessuna risposta neppure facendo CTRL+ALT+F1, F2, F3, F4… niente. Tento quindi di riavviare la modalità di emergenza ma anche qui vengo travolto da una sorpresa: non riesce a leggere l’hard disk!

Purtroppo il tempo da dedicare al portatile a quel punto era scaduto e non ho avuto modo di indagare oltre. La mia mente colma di amarezza aveva un solo pensiero martellante, ovvero quello di dover riportare indietro un portatile che sembrava così bello. “Ci rivediamo domattina!”

Day #2

Il mattino seguente, a mente fredda,  mi rendo conto che sono stato un idiota. Nel dialogo della modalità di emergenza c’era scritto a chiare lettere quel “monta i dischi” che mi avrebbe permesso di browsare allegramente nell’hdd. Ciò che non permetteva a Ubuntu di avviare la grafica mi era abbastanza chiaro: nel Kernel non c’è alcun KMS per le APU Fusion, perciò i driver proprietari di AMD sono ancora obbligatori fino a quando qualcuno non si deciderà ad includerli.

Per sbrogliare la situazione, quindi, non resta che scaricarsi tutto l’occorrente per compilarli e installarli tramite riga di comando. Hackz time!

Internet alla vecchia maniera!

Vado a dare un’occhiata ai driver linux che mi propone il sito di AMD per la mia APU e scopro, con una certa sorpresa, che si tratta dello stesso pacchetto che si usa per le normali schede video. Bizzarro. Lascio quindi il PC acceso, copio l’indirizzo sul portatile scrivendo:

wget http://www2.ati.com/drivers/linux/ati-driver-installer-11-9-x86.x86_64.run

Attesa. Ancora attesa. “Impossibile risolvere l’indirizzo blah blah”. Dannazione! Probabilmente Internet non si è avviato automaticamente. Facciamolo ripartire a mano dunque:

dhclient eth0 up

Internet è attivo. Riprovo con il wget e di nuovo “Impossibile risolvere ecc.” Rifaccio un paio di volte questi due passaggi per assicurarmi che tutto sia in ordine ma il risultato proprio non vuole cambiare. Mi metto dunque a consultare il manuale di wget, magari devo aggiungere qualche parametro di cui non mi ricordo. Consulto il “man” fino in fondo ed esco sconsolato. Tento per l’ultima volta lo stesso wget precedente, prima di rassegnarmi a chiedere aiuto sul forum di ubuntu-it, e… miracolo! è partito a scaricare!

Ora non resta che scaricare i soliti pacchetti necessari ai driver Catalyst, e dare i fatidici:

./ati-driver-installer-11-9-x86.x86_64.run –buildpkg Ubuntu/oneiric
dpkg -i *.deb
depmod -a

E riavviare normalmente. Dopo una piccola pausa ecco comparire un puntatore del mouse. Seguito dal resto di LightDM. Vittoria!

L’Ocelot può Sognare tranquillo

Ora che è da un paio di giorni che lo sto usando mi è chiaro che l’unica cosa non riconosciuta era proprio l’APU. Tutto il resto dei componenti è perfettamente configurato e funzionante senza bisogno che io facessi nulla. Schermo, scheda di rete, audio, bluetooth, utility della batteria, tutti i tasti ‘fn’ e le loro relative funzioni… insomma veramente tutto. L’unico problema da risolvere è lo spegnimento che va a finire con successo solo alcune volte, mentre altre sono costretto a tenere pigiato il tasto d’accensione per farlo manualmente (cercherò soluzioni più avanti).

La tastiera simil-mac ma dall'aspetto meno eleganteAd una prima occhiata sommaria, data da questi 2 giorni di utilizzo, mi sembra un portatile di buona fattura. Le parti in metallo finemente zigrinato sono eleganti e belle da vedere, tattilmente la tastiera ha davvero poco da invidiare alla Mac-Tastiera “figuesse” che mi sono acquistato di recente. Lo schermo, con il solito pannello TN, sembra essere affetto anche lui dal problema che si portano dietro quasi tutti gli schermi Samsung dai 250€ in giù, ovvero i blu sparatissimi che finiscono per tingere di blu anche le tonalità di grigio. Dopo un quarto d’ora di calibrazione manuale ho migliorato decisamente le cose, ma probabilmente si può fare ancora di meglio.

In ogni caso, per 540€ mi sembra un affare molto più che accettabile. :)

4 Responses to L’Odissea dell’Ocelot

  1. necroclerico says:

    guarda, spettacolare il numero alla Comet, ma questa come tutte le grandi catene techconsumer nostrane purtroppo NON fa differenza. siamo al Pleistocene informatico in cui dietro al bancone abbiamo salvo fortunate eccezioni pacchi di schiavi da budget che devono piazzare TOT Apple e TOT PC targati Microsoft al mese. dei poveretti che non saprebbero farsi rispettare da una presa USB se solo potesse parlare!

    hai fatto bene a uscire. purtroppo quello è il meno. il peggio è quando il giocattolo che vendono si guasta. e resti praticamente senza assistenza puntualmente a scadenza garanzia. chissà perché? eh? per non parlare delle specifiche che chiedi a giro… peggio che andar di notte.

    squallore di questo paese.

    • RennyManJr says:

      Verissimo. E comunque, anche se il tizio che me l’ha venduto sembrava un minimo più competente, non sapeva cos’era una APU e non mi ha saputo dire che scheda video c’era nel pc.

      A me non interessa più di tanto l’assistenza, perché comunque me la faccio da solo, ma mi rendo conto che non vale assolutamente la pena di comprare un PC in un posto del genere. Al prossimo acquisto punterò di sicuro ad un negozio di informatica fidato, non certo ad un Comet/MediaWorld e co.

  2. necroclerico says:

    senti a tal proposito, un consiglio: sto provando a far ragionare un Toshiba Satellite Pro con Ubuntu Studio. purtroppo c’è un problema di scheda grafica perché all’avvio lo schermo è nero….

    tu come risolveresti? Grazie 1000

    • RennyManJr says:

      Non è detto che sia un problema di grafica, potrebbe anche essere qualche altro genere di incompatibilità. Fossi in te mi premunirei dell’esatto modello del portatile in modo da sapere esattamente di che hardware si sta parlando, salvarti in un file il contenuto di dmesg (il comando è “dmesg > nomefile.txt”) e chiedere lumi in un forum ubuntiano (magari parti proprio da qui: http://forum.ubuntu-it.org/).